INFORMAZIONI UTILI

Mix energetico

Il Mix Energetico è l’insieme di fonti energetiche primarie utilizzate per la produzione dell’energia elettrica fornita dalle imprese di vendita ai clienti finali. Le imprese di vendita di energia elettrica sono tenute a fornire ai clienti finali le informazioni sulla composizione del mix di fonti energetiche primarie utilizzate per la produzione dell'energia elettrica e sul suo impatto ambientale.

 

Il Gestore dei Servizi Energetici, ai sensi di quanto previsto all‘articolo 6, comma 5 del decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 31 luglio 2009 ha determinato, in collaborazione con Terna, i mix di combustibili utilizzati per la produzione dell‘energia elettrica immessa nel sistema elettrico italiano, ivi inclusa l‘energia elettrica importata, nel 2017 e 2018, come riportato nella tabella. Il mix energetico nazionale determinato per l‘anno 2017 è un dato consuntivo, mentre i dati relativi al 2018 sono preconsuntivi e saranno oggetto di successivo aggiornamento.

 

FONTI PRIMARIE UTILIZZATE

Composizione del Mix Energetico utilizzato per la produzione dell’energia elettrica nel sistema elettrico italiano

ANNO 2018**

ANNO 2017*

Fonti rinnovabili

40,83%

36,42%

Carbone

12,47%

13,69%

Gas Naturale

39,06%

42,63%

Prodotti petroliferi

0,54%

0,76%

Nucleare

4,11%

3,62%

Altre fonti

2,99%

2,88%

 

Per maggiori informazioni visita il sito www.gse.it

Impatto ambientale della produzione di energia

IL GAS: RISPARMIO PER TE, RISPETTO PER L’AMBIENTE

 

I combustibili fossili, nel loro ciclo di vita generano emissioni di CO2 e CH4 durante gli stadi di: precombustione (fugitive emissions), quando durante le operazioni/lavorazioni che precedono la combustione (produzione, processo, trasporto, stoccaggio e utilizzo dei combustibili), componenti gassosi o volatili sfuggono o vengono rilasciati, involontariamente o volontariamente e combustione per la produzione di energia termoelettrica (fase in cui si produce la maggiore quantità di emissioni nocive, anche se le emissioni del gas nello stadio di precombustione, costituiscono una frazione non trascurabile).
Se consideriamo la combustione, il gas rappresenta il combustibile fossile più pulito: posto uguale a 1 il dato relativo alle emissioni di CO2 del gas naturale, risulta di circa 1,5 per olio e 2 per carbone. Nello specifico, quindi, il gas naturale presenta il minor impatto ambientale tra i combustibili fossili: le emissioni di CO2 per unità di energia prodotta sono circa la metà di quelle da carbone e circa i 2/3 di quelle da olio. Inoltre, nelle centrali a ciclo combinato, la CO2 da gas naturale viene ridotta di almeno un ulteriore 15% per kWh prodotto.
Il gas naturale è però sottoposto ad alcuni vincoli di varia natura:
- Reperibilità della materia prima e infrastrutture: le riserve sono esauribili, limitate e concentrate prevalentemente in Medio Oriente e Russia. Deve quindi essere necessariamente acquistato e trasportato, oppure veicolato attraverso delle infrastrutture idonee con i conseguenti costi legati ai tempi di realizzazione e trasporto, all’impatto ambientale per la realizzazione e ai costi monetari. Tali costi hanno anche un’incidenza sul prezzo finale del gas.
- Pericolosità: il gas è esplosivo e deve quindi essere maneggiato con particolare attenzione.
- Andamento del prezzo del gas legato a quello del petrolio: tale legame rischia di azzerare la migliore efficienza del ciclo combinato e di rendere il prezzo del chilowattora del ciclo combinato, rigidamente ancorato al gas, meno competitivo rispetto ad altre fonti.

LE ALTRE FONTI DEL MIX ENERGETICO

 

OLIO: Rispetto al gas naturale, il petrolio presenta emissioni da combustione nettamente maggiori, anche con prestazioni ambientali (in termini di CO2) migliori di quelle del carbone. Il suo prezzo risulta elevato, anche grazie ad una localizzazione in aree geopoliticamente delicate che rendono onerosi i costi infrastrutturali e di trasporto, con rischio di disastri ambientali in caso di incidenti. La fonte petrolifera è attualmente impiegata in modo consistente per coprire il fabbisogno nazionale (specie nel settore dei trasporti): un forte ridimensionamento dell’industria petrolifera comporterebbe conseguenze critiche per molte aziende e per l’indotto.

 

CARBONE: Con le Tecnologie per il Carbone Pulito (Clean Coal Technologies) si è arrivati ad una drastica riduzione dell’impatto ambientale di questa fonte, tramite un miglioramento dell’efficienza e una riduzione delle emissioni grazie alla trasformazione del carbone in altri prodotti energetici gassosi o liquidi “puliti” e di più facile utilizzo (es. la gassificazione del carbone). Considerando l’intero ciclo di vita dei combustibili (estrazione, preparazione e utilizzo finale) il carbone già oggi ha un impatto ambientale complessivo sostanzialmente analogo a quello del gas metano. Presenta un basso costo e le riserve sono site in aree geopoliticamente sicure che garantiscono la certezza dell’approvvigionamento. Le sue emissioni nello stadio di precombustione (coal mining + trasporto fluviale) ammonterebbero a circa il 3% del totale. Nel caso di nuovi impianti, il margine competitivo del carbone deve confrontarsi con i maggiori investimenti richiesti per centrali a carbone rispetto a quelle a ciclo combinato. Il costo capitale incide infatti sul costo di produzione per circa il 50% per le centrali a carbone a fronte del 15-16% nel caso di impianti CCGT o di centrali a olio.

 

NUCLEARE: L’energia nucleare presenta diversi vantaggi rispetto alle altre fonti convenzionali, come il fatto che una centrale nucleare non emetta CO2. Porta vantaggio anche nella bilancia dei pagamenti in quanto riduce la dipendenza delle economie occidentali dall’import di petrolio, gas e carbone. Di contro l’energia nucleare prodotta all’estero ed acquistata per fronteggiare il fabbisogno energetico viene pagata cara. Questo perché una centrale nucleare necessita di un periodo di tempo di circa 10 anni per essere costruita. Ai vari costi di costruzione e avviamento, vanno poi aggiunti i costi opportunità, ossia le perdite “potenziali” pari al tasso di interesse perso se i fondi fossero stati depositati in banca o occupati in altre attività economiche. Si sommano ai contro i rischi per la sicurezza, connessi al funzionamento delle centrali nucleari e al trasporto, smaltimento e stoccaggio dei rifiuti radioattivi (scorie), la cui gestione è ancora un capitolo aperto per l’intero occidente. Al termine del ciclo di vita della centrale nucleare va quindi considerato anche il costo del suo smantellamento, la bonifica del territorio e lo stoccaggio delle scorie radioattive.

 

RINNOVABILI: Le fonti rinnovabili non pongono problemi di approvvigionamento in quanto inesauribili. Alcune di queste, come quella solare, possono permettere la microgenerazione e la generazione distribuita, ossia essere prodotte in piccoli impianti domestici distribuiti sul territorio che possono soddisfare il bisogno energetico di una singola abitazione o piccolo gruppo di abitazioni. Comportano però costi infrastrutturali e gli impianti specifici per catturare l’energia e veicolarla possono generare un impatto di tipo ambientale e paesaggistico. All’aumentare dell’uso di fonti rinnovabili, corrisponde la necessità di riorganizzare la rete elettrica nazionale per problemi legati all'”aleatorietà”, “non programmabilità” e stoccaggio di molte di queste fonti. L’elettricità non si può conservare tranne che in costose batterie, bisogna quindi consumarla nel momento in cui viene prodotta. Vi sono quindi ampi margini di miglioramento tecnologico, che comportano però investimenti consistenti nel breve termine per ottenere effetti positivi soltanto nel medio-lungo termine. Da non sottovalutare nemmeno i rischi occupazionali correlati alle energie rinnovabili: ogni quattro posti creati, ne vengono persi nove tradizionali a causa del costo sostenuto per incentivarle, altrimenti non convenienti.

SITI INTERNET DI APPROFONDIMENTO

 

Per ulteriori approfondimenti vi consigliamo di visionare il sito www.gse.it e/o di prendere contatti con ufficio statistiche@gse.it (Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.a. – Direzione Operativa Statistiche sulle fonti rinnovabili Viale Maresciallo Pilsudski, 92 – 00192 Roma).

 

Per ulteriori approfondimenti visitare i seguenti siti:
Ministero dello Sviluppo Economico
Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
ENEA
Assocarboni
International Energy Agency
World Energy Council
Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia